Ma davvero l’aiuto a suicidarsi è una “risposta” alla sofferenza?
La Corte costituzionale ha aperto un varco di non punibilità in alcuni casi, e anche il Veneto l’ha trasformato in legge. Ma una Regione dopo l’altra questa sta diventando una soluzione normale alla malattia grave e al dolore che spesso comporta. Così si afferma un modello di società e si spegne la domanda di senso sul soffrire e il morire. Cosa ci stiamo perdendo?
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